Home Farm Terapy

Home Farm Therapy

 

Secondo gli esperti mondiali di politiche demografiche, nel 2050 per ciascun bambino si conteranno quasi quattro bisnonni.
L’invecchiamento complessivo della popolazione è ogni giorno più tangibile, soprattutto in Italia, dove gli over 65 sono sempre più numerosi e sempre più bisognosi della compagnia, delle cure e dell’assistenza che la famiglia moderna non riesce più a garantire.
Le misure prese dalle istituzioni pubbliche non sembrano essere sufficienti, quindi si stanno diffondendo sempre di più strutture private per offrire soluzioni innovative. È in questo contesto che si sono sviluppati nuovi tipi di strutture residenziali dedicate ad anziani autosufficienti o parzialmente tali: la casa famiglia e la comunità alloggio.
Non si tratta di ricoveri o case di riposo, poiché in queste strutture il numero di ospiti è limitato e l’atmosfera che si respira è del tutto domestica e familiare. Grazie all’ausilio di collaboratori socio-sanitari e alle convenzioni con il personale medico, gli ospiti della casa famiglia possono mantenere i loro affetti e le loro abitudini e, anzi, hanno la possibilità di mantenere attiva la loro vita relazionale, incrementando i propri interessi con attività culturali e ricreative appositamente studiate.
Aprire una casa famiglia – comunità alloggio, nella propria abitazione e con pochi semplici accorgimenti strutturali, è un business di successo e socialmente utile.
Per avviare quest’attività non è necessario possedere particolari requisiti e la clientela potenziale è ampia e ben distribuita sull’intero territorio nazionale. Se vuoi che combattere la solitudine diventi la tua professione, apri le porte della tua casa famiglia per anziani!

PLUS N. 1

Vista la collocazione della struttura pilota (Solighetto, provincia di Treviso) che comprende x mq di terreno coltivabile, la casa-famiglia può essere affiancata da una fattoria per la produzione di cibo biologico.
L’iniziativa è volta a conciliare l’obiettivo di parziale autosufficienza della struttura e la natura terapeutica dell’agricoltura, che potrà arricchire la vita quotidiana degli anziani in termini di attività da svolgere all’aria aperta e di accrescimento del senso comunitario.
L’intenzione, appunto, è quella di stimolare un senso di appartenenza, di comunità naturale tra i membri della struttura, favorendo il lavoro di gruppo e l’organizzazione dei ritmi colturali da parte degli anziani stessi. Il privilegio di consumare ortaggi coltivati autonomamente, inoltre, si farà valore aggiunto nelle vite degli ospiti della casa di riposo, unendosi alla soddisfazione di aver “prodotto” il cibo per sé e per i compagni.
Nota di valore all’interno del progetto è il mercato ortofrutticolo in cui lo staff della casa-famiglia o gli ospiti stessi venderanno i prodotti in esubero, utilizzando i ricavi per le spese gestionali della struttura. Determinante per la riuscita del progetto è il fatto che la struttura confina con le scuole elementari del paese ed è attorniata da un certo numero di strutture residenziali, quindi è facilmente e quotidianamente raggiungibile da un elevato numero di persone.

PLUS N. 2

Ogni ospite della struttura, libero di muoversi anche da solo se autosufficiente, sarà dotato di un braccialetto elettronico sempre connesso con la centrale della casa-famiglia: questo consentirà la geolocalizzazione dell’anziano e il monitoraggio costante di alcuni parametri vitali come la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa.
Questi dati verranno poi sottoposti all’analisi del personale medico che potrà quindi disporre di un quadro sempre aggiornato delle condizioni fisiche dell’ospite.